IMMIGRAZIONE: SCHLEIN (POSSIBILE/S&D) VISITA NAVE AQUARIUS A CATANIA, “CODICE ONG NON RISOLVE, SENZA SOLIDARIETÀ SARÀ UE A NAUFRAGARE”.
Catania, 7 luglio 2017 – “Le migrazioni verso l’Europa non si affrontano girando la testa dall’altra parte e rendendo più difficoltoso il lavoro di salvataggio delle Ong, ma richiamando gli Stati membri al principio di solidarietà. Senza quello sarà l’Ue a naufragare”.
Lo afferma l’europarlamentare di Possibile Elly Schlein, relatrice della riforma del regolamento di Dublino per il gruppo dei Socialisti e Democratici, al termine della missione a Catania sulla nave Aquarius, gestita dalle Ong Sos Méditerranée e Medici Senza Frontiere.
“Abbiamo trovato persone straordinariamente competenti tra operatori, personale marittimo e medici, che in modo volontario e generoso collaborano con le autorità portuali e la Guardia costiera nel difficile compito di salvare le vite in mare”.
Da febbraio 2016 l’Aquarius ha prestato assistenza a 20.513 persone e si stima che nel loro complesso le Ong salvino quattro migranti su dieci.
“Le due Ong – continua Schlein, che ha visitato la nave insieme alla collega tedesca Terry Reintke dei Verdi – svolgono, inoltre, un lavoro fondamentale nella raccolta di testimonianze sugli orrori delle prigioni libiche; almeno la metà dei migranti salvati presentano, infatti, ferite evidenti da violenze e torture. Anche per questo trovo vergognoso che a Tallin i governi europei riescano a trovare un accordo solo su esternalizzazione delle frontiere e su soldi alla Libia e niente su solidarietà interna”.
“Il Codice delle Ong – osserva ancora Schlein – rischia di essere nella migliore delle ipotesi una perdita di tempo, perché distoglie l’attenzione da quelle che dovrebbero essere le azioni comuni europee per affrontare il tema delle migrazioni; nella peggiore, un ostacolo alla loro attività di salvataggio.
Sorprende su questi aspetti la posizione del Governo italiano, che chiedendo un Codice per le Ong rappresenta una situazione diversa da quella reale, come se le Ong nella loro attività di soccorso non rispondessero a nessuno.
Minniti dovrebbe sapere benissimo, invece, che gli interventi delle Ong sono coordinati dalla Guardia costiera e seguono le indicazioni dello stesso ministero dell’Interno per quanto riguarda i porti di sbarco – aggiunge Schlein, che nel corso della visita ha incontrato anche il Direttore Marittimo della Sicilia Orientale e Comandante della Capitaneria di Porto di Catania Contrammiraglio Nunzio Martello -. Le Ong non solo collaborano attivamente con la Guardia costiera, ma sopperiscono alla mancanza di una risposta adeguata dell’Ue, vista la carenza di operazioni di ricerca e soccorso europee. Le operazioni Triton, condotta da Frontex, e Sophia non hanno mandato pieno su questo, è evidente”.
“Senza vie legali e sicure d’accesso a tutti gli Stati membri – conclude Schlein -, continueremo a far arricchire i trafficanti e ad avere in Italia e Grecia l’unico punto d’accesso all’Europa. È una responsabilità che se equamente condivisa sarebbe sostenibile per tutti”.
