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HUB VIA MATTEI, SCHLEIN (POSSIBILE) VISITA IL CENTRO E INCONTRA IL PREFETTO.

By 22 Luglio 2017Novembre 6th, 2017No Comments

HUB VIA MATTEI, SCHLEIN (POSSIBILE) VISITA IL CENTRO E INCONTRA IL PREFETTO.

Bologna, 22 luglio 2017 – “Servono maggiori sforzi da tutte le Province per una equa condivisione delle responsabilità sull’accoglienza a livello regionale, le grandi concentrazioni vanno sempre evitate a favore di un’accoglienza diffusa sul territorio e attenta ai bisogni delle persone. Critica la situazione dei minori non accompagnati, che dovrebbero essere ospitati in strutture dedicate e non nell’Hub”.
Lo afferma l’europarlamentare bolognese di Possibile Elly Schlein, relatrice della revisione del Regolamento di Dublino per il gruppo dei Socialisti e Democratici al Parlamento europeo, a seguito della visita dell’Hub di via Mattei, avvenuta nel pomeriggio di ieri, dopo la protesta pacifica dei giovani ospiti del Centro.

I tempi di permanenza nel centro sono mediamente di 16 giorni per gli adulti, ma i tempi si allungano notevolmente per i minori non accompagnati, che vi soggiornano anche per diversi mesi.
“Minori – spiega l’eurodeputata di Possibile – che dovrebbero essere invece ospitati in strutture dedicate e che, sino a quando sono ospitati nell’Hub di via Mattei, non possono al momento nemmeno far partire la procedura di richiesta d’asilo. Situazione che causa frustrazione e che li blocca in un limbo senza prospettive, generando una ingiustificata disparità con i loro coetanei ospitati nelle strutture dedicate, come gli Hub e gli Spar per minori.
È assurdo – continua –  che un territorio come il nostro, che ha una storia di buona accoglienza e grandi competenze maturate in questo contesto, non riesca a disporre di un numero adeguato di strutture dedicate all’accoglienza dei minori diffuse sul territorio regionale, sopratutto dopo che l’Italia – primo paese nell’Ue – si è dotata di una legge specificamente rivolta ai minori stranieri non accompagnati. Non dimentichiamo che sono i soggetti più vulnerabili nell’ambito delle migrazioni. Servono impegni concreti da parte di tutte le Province nel mettere a disposizione nuove strutture.
Il sovraffollamento del centro inoltre riduce gli spazi e rende difficoltosa la gestione dell’accoglienza, nonostante gli sforzi degli operatori – continua Schlein -. E’ necessario un impegno da parte di tutta la Regione per ridurre al minimo la permanenza nell’Hub prima del trasferimento in strutture più adeguate nelle varie Province, e a livello provinciale la massima collaborazione di tutti i Comuni.” 

Subito dopo la visita all’Hub, l’on. Schlein ha incontrato il Prefetto Piantedosi per un confronto sulla situazione del Centro e sulla situazione dei richiedenti asilo in tutta la provincia, partendo da una disamina sulla problematica a livello europeo e nazionale.
“Un incontro lungo e costruttivo – osserva Schlein – per il quale ringrazio il Prefetto e con il quale spero di avviare una interlocuzione costante su questi temi. 
Ho proposto, in attesa che la Regione si doti di un maggior numero di posti Sprar per minori, che gli ospiti minorenni dell’Hub possano quantomeno avviare da subito le procedure per la propria richiesta di asilo, così come avviene per i loro coetanei nelle strutture dedicate. Visti i tempi prolungati di permanenza, servirebbero anche attività nel centro dedicate ai minori, a partire dall’accesso all’istruzione, altrimenti questi ragazzi sono abbandonati a se stessi. Questo contribuirebbe già a diminuire la frustrazione e il senso di incertezza nel breve periodo”.
Nel corso dell’incontro è stata sottolineata anche l’importanza del modello di accoglienza diffusa e la necessità di responsabilizzare pienamente tutti i Comuni, con l’adesione al piano Sprar.

“Stiamo facendo una grande battaglia a livello europeo e sulla riforma di Dublino per una equa condivisione delle responsabilità sull’asilo tra Stati membri, non possiamo essere credibili se i sindaci di casa nostra fanno valere il principio del ‘non nel mio giardino’, indice dello stesso egoismo che contestiamo ai Paesi europei”, conclude Schlein.

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