Ho appena incontrato David Nabarro, lo Special Adviser del Segretario Generale dell’ONU sulla Agenda 2030 per lo Sviliuppo sostenibile. Abbiamo discusso dell’importanza dell’universalità e dell’indivisibilità dei 17 nuovi obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile (compresi i più innovativi, come quello sulla riduzione delle diseguaglianze), abbiamo discusso del rischio che alcuni governi scelgano solo alcuni obiettivi e ne trascurino altri, e di come lavorare insieme per evitarlo. “Con la nuova agenda, tutti i Paesi sono da considerarsi in via di sviluppo.” Abbiamo discusso anche dell’implementazione di questi ambiziosi obiettivi, del ruolo dei parlamenti, della necessità di coerenza tra politiche interne ed esterne. E anche del finanziamento allo sviluppo, che è ancora insufficiente, così come dell’importanza di una migliore mobilitazione delle risorse domestiche dei paesi in via di sviluppo, con una lotta serrata ad elusione ed evasione fiscale globale (temi al centro della risoluzione Schlein del Parlamento europeo approvata a luglio). “Conosco il suo lavoro sull’immigrazione e rifugiati – ha detto durante l’incontro- ed è nostra intenzione tenere anche questi temi fondamentali nell’ambito della nuova agenda globale per lo sviluppo sostenibile e della sua implementazione.”
A marzo dovrebbero arrivare gli indicatori su cui sta lavorando l’Ufficio statistico delle Nazioni Unite, per misurare i progressi su tutti gli obiettivi (compresi i più difficili, dalle diseguaglianze alla corruzione, dalla lotta alla fame alla mortalità infantile, fino alle tre dimensioni dello sviluppo sostenibile), ma Nabarro ci ha già confermato che con ogni probabilità saranno oggetto di acceso dibattito politico tra Stati, ed ulteriori negoziati in seno all’Assemblea Generale.


