Alla fine ce l’ho fatta! nonostante la camminata fino in stazione all’alba, la caduta nella neve, la cancellazione del mio treno e il ritardo di quello che ho preso, sono arrivata alla Camera giusto in tempo per chiudere la conferenza stampa in occasione della Giornata Internazionale contro le Mutilazioni genitali femminili. Una pratica atroce che la comunità internazionale e l’Unione europea si sono impegnate a contrastare, non ultimo con apposita risoluzione sia dell’Assemblea generale dell’ONU sia del Parlamento europeo nel 2012, e la comunicazione della Commissione europea del 2013 “Verso l’eliminazione delle Mutilazioni genitali femminili“. La Commissione FEMM di cui faccio parte al Parlamento europeo ha sottoposto un’interrogazione orale alla Commissione perché preoccupata dell’effettiva attuazione delle raccomandazioni contenute in quel piano d’azione, e vi sarà il dibattito nella plenaria di martedì. Fondamentale insistere su un approccio multisettoriale che coinvolga operatori sanitari, della giustizia, dei servizi sociali, dell’istruzione; servono dati per studiare il fenomeno e promuovere formazione specifica. La risposta solo legislativa e penale non basta, e purtroppo lo dimostra il bassissimo numero di denunce e processi. È un cambiamento sociale che va accompagnato anche dal basso, attraverso il coinvolgimento della società civile e l’empowerment delle donne. Si calcola che al mondo siano 125 mln le donne che hanno subito tali pratiche, e in Europa si conta siano almeno 500’000. con 180’000 bambine e donne a rischio.



