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DirittiEuropa

Voto in Commissione DEVE del rapporto sull’UE e sul quadro di sviluppo globale post 2015

By 11 Novembre 2014Gennaio 17th, 2017No Comments

Oggi in Commissione DEVE (Cooperazione e sviluppo) si è votato il primo rapporto che ho curato come relatrice per il gruppo Socialista&Democratico. Sono state settimane di lavoro molto intenso, con gli incontri con esperti, associazioni ed ONG che operano nel settore, con la presentazione dei miei 108 emendamenti, i confronti coi colleghi e poi, settimana scorsa, con lunghe riunioni insieme al rapporteur Davor Stier (EPP) e i relatori degli altri gruppi per negoziare una posizione unitaria e forte del Parlamento europeo sulla ridefinizione degli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile (SDGs) nell’ambito dell’Agenda per lo sviluppo post-2015, su cui si avvieranno presto i negoziati a livello internazionale e che sostituiranno i precedenti Obiettivi del Millennio (MDGs).

Sono più che soddisfatta del risultato, e del fatto che sia passato in Commissione con una fortissima maggioranza (24 voti a favore, 3 contro, 1 astenuto). Il rapporto ora dev’essere votato in plenaria a fine mese. Solo con una maggioranza altrettanto ampia potrà influenzare le conclusioni del Consiglio di dicembre e gli Stati membri. Ho lavorato sodo soprattutto per far emergere con forza alcune priorità: l’importanza di inserire la lotta alle diseguaglianze, tra Stati e dentro agli Stati, come priorità assoluta della nuova Agenda, al pari dello sradicamento della povertà e dello sviluppo sostenibile. L’importanza del ruolo che dovrà avere l’UE nei negoziati a livello internazionale, e che potrà avere solo se agirà con una voce unitaria e forte. L’importanza del fatto che questi obiettivi saranno universali, e dovranno valere per tutti i Paesi coinvolti, compresi gli Stati Membri dell’UE, con un accurato monitoraggio dei risultati raggiunti su ogni obiettivo. Abbiamo insistito che l’intera agenda dovrà essere informata ad un approccio basato sui diritti umani, garantendo in particolare i gruppi più vulnerabili e le minoranze. E poi sul ruolo delle donne e dei giovani, sulla parità di genere, sul principio di non discriminazione anche nell’accesso a risorse e servizi. Abbiamo posto l’accento sulla necessità di coinvolgere il più possibile la società civile, le autorità locali e i parlamenti nazionali. Inoltre, abbiamo rafforzato i riferimenti alle interconnessioni tra cambiamento climatico e politiche dello sviluppo, invitando più in generale alla coerenza delle politiche con gli obiettivi di sviluppo sostenibile. E abbiamo ottenuto molto anche su tanti altri temi che ci stanno a cuore, dall’accesso universale alla salute alla riduzione dei rischi di disastro ambientale, dalla promozione della pace ai temi della sicurezza alimentare e della malnutrizione, dall’accesso a istruzione di qualità, alla trasparenza degli aiuti, dalla lotta alla corruzione a quella contro l’evasione fiscale e i paradisi fiscali. Il rapporto che ne esce è forte ed equilibrato, e sono felice che siamo riusciti ad ottenere la stragrande maggioranza delle nostre richieste. Ora lavoriamo affinché incontri il più ampio sostegno possibile in plenaria!

 

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