TPI – Sea Watch, Schlein a TPI: “Capitana coraggiosa ha agito nel rispetto del diritto del mare. Lega solo propaganda”

TPI – Sea Watch, Schlein a TPI: “Capitana coraggiosa ha agito nel rispetto del diritto del mare. Lega solo propaganda”
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di Lara Tomasetta
28 giugno 2019

Capitana Sea Watch Schlein | “Oggi una capitana coraggiosa ha agito nell’unico modo in cui poteva agire: in rispetto proprio del diritto internazionale e dei diritti umani. La capitana Carola non ha nessuno scudo, mentre un ministro (Salvini) che fa queste scelte inumane si fa pure scudo della sua immunità”.

A parlare è Elly Schlein, eurodeputata uscente, relatrice della riforma di Dublino per il gruppo S&D, che a TPI ha commentato la vicenda della Sea Watch 3attualmente in acque italiane al largo di Lampedusa, e le azioni del governo giallo-verde in tema di immigrazione.

Salvini lamenta che tutte le navi di soccorso pretestuosamente facciano rotta sull’Italia. È così, perché accade?

L’Italia sulla mappa è da sempre un paese di confine dell’Unione europea, e questo non cambierà, a meno che Salvini non pensi di poter magicamente capovolgere la cartina.

Dobbiamo fare i conti e chiederci: prima della guerra alle ong, come funzionava? Il diritto del mare prevede l’obbligo di salvataggio delle persone che si trovano in condizioni di difficoltà. Queste ong si muovono nel rispetto del diritto internazionale del mare secondo cui, una volta soccorse le persone dal mare, si chiede l’intervento del MRCC – che ha la responsabilità di coordinare le operazioni di salvataggio. Prima che la Libia dichiarasse la propria zona sar, era l’Italia che si occupava di questo coordinamento.

Come bisogna considerare la Libia?

È chiaro ed evidente che la Libia, pur avendo dichiarato l’area sar, non è in grado di effettuare operazioni soccorso in mare. Non ne ha i mezzi. La guardia costiera libica non è in grado di coprire tutta quell’area. La Libia, inoltre, non è riconosciuta come paese terzo sicuro né dall’Onu, né dalla Commissione Europea. In un quadro come questo, chi si trova in mezzo al mare ha il dovere di soccorrere le persone; una volta fatto, il centro di coordinamento ha il dovere di affidare un porto sicuro per lo sbarco.

Ma questo non accade più.

No. La consuetudine con Malta sulle gestione dell’area è saltata da quando è subentrato questo governo, e si è creato un problema.

I paesi europei continuano a rifornire la guardia costiera libica di mezzi e risorse nonostante questi presupposti.

Cosa pensa del caso Sea Watch?

[…]

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