di Pietro Macarozzi
28 gennaio 2020
È stata la candidata più votata nelle regionali con oltre 20.000 preferenze, in appoggio a Bonaccini. Per lei la politica significa andare nei territori. E non per farsi i selfie, ma col taccuino in mano
«Salvini non è invincibile», dice la candidata più votata in Emilia Romagna: Elly Schlein, ex europarlamentare, con oltre 20 mila voti personali in una lista (Emilia Romagna coraggiosa) in appoggio a Bonaccini.
Elly Schlein, come spiega il record di preferenze?
Nei tre collegi dove ero candidata e in particolare a Bologna, città che mi ha adottato da quindici anni, il risultato è stato sorprendente. Non mi aspettavo certamente di arrivare prima, visto il confronto con gli altri partiti: è stato semplicemente incredibile. Da un lato ci sono i cinque anni a Bruxelles durante i quali non ho mai tagliato i collegamenti con Bologna ma, al contrario, ho sempre cercato di tenere saldo il rapporto con i territori con la mia presenza a iniziative e conferenze dove illustravo il lavoro svolto in Europa e le battaglie portate avanti. Ma deve aver contato anche l’intensità della campagna elettorale, ho fatto cinque o sei iniziative al giorno, ho girato tre le volte le province della regione. In altre parole, mi sono mossa molto di più e molto meglio di Salvini.
Il che è tutto dire…
Salvini arriva, fa il comizio, un paio di selfie e va via, mentre noi arriviamo armati di taccuino, pronti per ascoltare le criticità, i problemi concreti delle persone, i bisogni più impellenti. È un modo completamente diverso di fare politica, che oggi è stato premiato.
Matteo Salvini e Lucia Borgonzoni però hanno conquistato non pochi voti, cosa che non può essere ignorata.
Quel voto è stato sicuramente un voto trainato da alcune criticità che Salvini ha cavalcato con abilità senza però offrire soluzioni concrete. Il tema dell’immigrazione, quello della sicurezza, perché come in Europa e in Italia anche in Emilia c’è una domanda di sicurezza, anche di sicurezza sociale, il tema delle disuguaglianze e il tema del lavoro. Nonostante i dati positivi, in alcuni territori, il lavoro – anche se le percentuali parlano di una diminuzione della disoccupazione – è diventato più precario, meno redditizio, una fonte di disagio. A questo si aggiunge la voglia di un cambio di governo indirizzato verso l’altra offerta. Detto questo, con questa coalizione, abbiamo dimostrato che Salvini non è invincibile.



