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Arrivata a NewYork e fatto il primo meeting con l’Ambasciatore UE e il Commissario Frans Timmermans. Uno scambio molto franco sul vertice di domani, e sul documento che sarà approvato, che a mio avviso ha mancato l’occasione di prospettare impegni concreti per una migliore distribuzione, a livello globale, delle responsabilità su chi cerca protezione internazionale. Il documento riafferma principi importanti, e contiene molte dichiarazioni di intenti, ma impegni concreti e immediati non ce ne sono. I due global compact proposti dal Segretario Generale Ban Ki-Moon sono essenzialmente rimandati al 2018, e i governi dei paesi più ricchi non hanno trovato l’accordo sulla proposta di reinsediare il 10% dei rifugiati dai paesi in via di sviluppo (dove si trova l’86% dei rifugiati). Ovviamente ho colto l’occasione anche per discutere la situazione europea, il pessimo spettacolo che stanno dando i governi UE, che non sono stati nemmeno in grado di effettuare i ricollocamenti da Italia e Grecia e i reinsediamenti promessi un anno fa. Saremmo senz’altro più credibili nel chiedere uno sforzo globale, se almeno al nostro interno dessimo il buon esempio.

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