MIGRANTI: SCHLEIN (POSSIBILE/S&D), PARLAMENTO SFIDA IL CONSIGLIO CON PROPOSTA FORTE E AMBIZIOSA.
19 ottobre 2017 – “Grande risultato oggi al Parlamento europeo, che ha votato con larga maggioranza un’ambiziosa riforma di Dublino che porterà finalmente a condividere la responsabilità dell’accoglienza tra tutti i Paesi dell’Unione, lanciando un segnale forte e chiaro al Consiglio e ai cittadini europei”.
Non nasconde la soddisfazione l’europarlamentare di Possibile Elly Schlein, relatrice della riforma di Dublino per il gruppo dei Socialisti e Democratici, dopo il voto di oggi con 43 favorevoli e 16 contrari in commissione Libe al Parlamento.
“È stato un negoziato lungo e complesso, con 21 riunioni dei relatori ombra e svariate riunioni tecniche, in cui siamo riusciti a raggiungere un compromesso di alto livello, votato da una maggioranza ampia e trasversale che va dai Socialisti e Democratici, ai Verdi e la Gue, per arrivare ai Popolari e ai Liberali”.
Il punto centrale della proposta di riforma è la cancellazione del criterio del primo paese di accesso, rivoluzione copernicana del sistema dell’asilo, che viene sostituito con un meccanismo permanente e automatico di ricollocamento, cui sono tenuti a partecipare obbligatoriamente tutti gli stati membri, a pena di conseguenze sui fondi strutturali.
Nel testo approvate diverse misure innovative, come la nuova procedura accelerata di ricongiungimento familiare, per cui basteranno sufficienti indicazioni sulla presenza di un familiare in un altro stato membro per un rapido ricollocamento. Inoltre sono state rafforzate in modo rilevante le garanzie procedurali e gli obblighi di informativa per i richiedenti, in particolare le salvaguardie per i minori non accompagnati tra le quali la nomina entro 24 ore di un tutore.
Il nuovo testo di Dublino amplia la portata dei criteri di responsabilità rafforzano e valorizzando legami significativi del richiedente con altri stati membri, come ad esempio precedenti permessi di soggiorno o visti, o titoli accademici ottenuti in altri stati membri, nell’ottica di facilitare l’inserimento sociale.
Fondamentale è, poi, la cancellazione dei check obbligatori di inammissibilità proposti dalla Commissione. Tali check avrebbero obbligato i Paesi di primo ingresso ad effettuare controlli sistematici sull’inammissibilità di tutti i richiedenti in base ai concetti di paese terzo sicuro e primo paese d’asilo, creando oneri aggiuntivi per i paesi di frontiera e mettendo a rischio il diritto di richiedere l’asilo.
“Il Parlamento con il voto di oggi ha dimostrato grande compattezza e lungimiranza, ci aspettiamo che il Consiglio Europeo sappia fare altrettanto, mettendo da parte gli egoismi nazionali e mettendosi al servizio di un progetto comune”.
