Oggi è un anno esatto dalla scomparsa di Giulio Regeni. Ieri qui al Parlamento europeo c’era il Presidente della Commissione Affari esteri del Parlamento egiziano, ed ho preso la parola per ricordargli che, insieme ai genitori, in moltissimi stiamo ancora chiedendo #veritàperGiulio.
“Vogliamo verità per Giulio, sul perché è morto, su chi ha dato l’ordine, chi ha eseguito, chi ha coperto nove giorni di tortura e il feroce assassinio di un giovane ricercatore europeo. Senza la verità, senza sincerità, senza rispetto, non ci possono essere relazioni amichevoli tra l’UE e l’Egitto.”
#365giornisenzaGiulio
Inoltre, io e i miei colleghi e colleghe Barbara Spinelli, Sergio Cofferati, Eleonora Forenza, Curzio Maltese, e Pier Antonio Panzeri, abbiamo inviato alla famiglia Regeni e ad Amnesty International Italia questo messaggio:
“Nel giorno dell’anniversario della scomparsa di Giulio Regeni al Cairo, desideriamo esprimere la nostra vicinanza alla famiglia di Giulio e ai molti attivisti che si stanno mobilitando per chiedere ancora una volta, con forza, la verità sulla sua morte.
Sosteniamo la necessità che si continui a ricercare la verità, per quanto scomoda possa essere: quella che ci dica chi ha ordinato, chi ha eseguito, chi ha coperto e chi ha finora reso impunite la tortura e l’uccisione di Giulio.
Ricordiamo all’Unione europea e ai suoi Stati membri che non è possibile, date le condizioni attuali dei diritti umani all’interno del paese, normalizzare completamente i rapporti con l’Egitto. Ci troviamo infatti di fronte al rischio che, dopo mesi di depistaggi e insabbiamenti, ci si possa accontentare di una verità di comodo che chiuda la vicenda al solo fine di favorire il ripristino di normali relazioni tra Italia ed Egitto. Una verità di comodo di cui accontentarsi per stanchezza o per la constatazione che è impossibile ottenere di più. Questo non deve accadere”.
Il messaggio è stato inviato per conoscenza anche al ministro dell’Interno Marco Minniti e al ministro degli Affari esteri Angelino Alfano.



