Dopo i ParadisePapers, anche la digitaltax alla commissione speciale TAXE

Dopo i ParadisePapers, anche la digitaltax alla commissione speciale TAXE
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Stasera a Strasburgo nella Commissione speciale TAXE, che abbiamo istituito dopo gli (ennesimi) scandali fiscali dei ParadisePapers, ci occupiamo di digitaltax e di come costruire un sistema fiscale più equo e adeguato alle sfide poste dall’economia digitale (nel 2006 le tech companies rappresentavano il 7% del mercato, nel 2017 il 54%).

Continua la nostra battaglia contro gli schemi di elusione ed evasione fiscale che permettono di sottrarre enormi risorse nell’UE‬.

Il principio da far valere è semplice e lo ripetiamo da tempo: le tasse si pagano dove si fanno i profitti.
Più complicato stabilire come farlo, ad esempio superando l’obsoleto criterio della “stabile organizzazione”, che in questi anni è stato facilmente aggirato. Le proposte di #digitaltax sono interessanti, un passo avanti, anche se per una soluzione strutturale nel lungo termine non si potrà prescindere dall’approvare la direttiva sulla Base Imponibile Consolidata Comune (CCCTB), su cui abbiamo già ottenuto maggioranze solide nel Parlamento europeo.
Aspettiamo che i Governi europei la sblocchino al Consiglio. È ora che capiscano che con la concorrenza fiscale spietata che si fanno ci perdono (e ci perdiamo) tutti, salvo quelle multinazionali che strappano aliquote dello zero virgola ed eludono centinaia di miliardi di euro all’anno in Europa.


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