Il video qui sotto, girato da un rifugiato anonimo, mostra la situazione nel campo profughi di Moria, nell’isola di Lesbo in Grecia. Uomini, donne e bambini sono costretti a dormire fuori, in tende coperte di neve e non adeguatamente riscaldate, con temperature spesso sotto lo zero. L’arrivo dell’inverno ha aggravato una situazione già drammatica rendendola ancora più insostenibile. I migranti sono costretti a fare file interminabili al freddo per avere un po´ di cibo, che in alcuni casi non riesce ad arrivare sulle isole. Tutto ciò sembra essere in forte contraddizione con le dichiarazioni delle autorità greche ed europee sulla situazione dell’accoglienza.
La situazione è particolarmente preoccupante anche a Samos e Chios e in alcune zone nel Nord della Grecia, come denunciato da MSF, UNHCR e diverse ONG. Il portavoce dell’Unhcr, Adrian Edwards, ha raccontato che nel solo centro di identificazione e registrazione di Samos, sono oltre 700 le persone che vivono in tende non riscaldate. Sono almeno 15.000 le persone ospitate sulle isole greche, un terzo sono minori, alloggiati in tende perché non hanno trovato posto nei campi ufficiali. Anche in Serbia le temperature, scese fino a -20 gradi, richiedono un intervento urgente per le oltre 3.000 persone che vivono in insediamenti informali, per lo più edifici abbandonati. Gli sforzi delle ONG nella distribuzione di coperte e radiatori d’emergenza non sono sufficienti per far fronte all’ondata di freddo e alle temperature di queste settimane, vissute in condizioni di enorme disagio.
La soluzione, proposta anche dall’UNHCR e che dovremmo sostenere con forza, è quella di accelerare il trasferimento delle oltre 15.000 persone ancora sulle isole greche in strutture più attrezzate sulla terraferma, per garantire un’accoglienza degna e rispettosa dei diritti fondamentali. Inoltre, i dati aggiornati al 4 gennaio sui ricollocamenti dalla Grecia indicano che solo 7.760 persone sono state ricollocate su 66.400, come previsto dall’accordo, parliamo del 12%. In Italia i dati aggiornati al 9 gennaio indicano che sono state ricollocate solamente 2654 persone. Il governo dovrebbe occuparsi di questo piuttosto che pensare alla riapertura dei CIE per la detenzione di migranti.
Ho proposto un’interrogazione parlamentare urgente alla Commissione europea per chiedere cosa intenda fare per accelerare questi trasferimenti sulla terraferma, per accelerare i ricollocamenti promessi da Grecia ed Italia, e per assicurare che i fondi destinati all’accoglienza dei rifugiati in Grecia siano utilizzati per garantire immediatamente condizioni di vita umane.
Non è accettabile lasciare al freddo nessuno, tantomeno persone in cerca di protezione internazionale.
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