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DI ALESSANDRA ZINITI

31 gennaio 2020

ROMA L’ annuncio da Ginevra arriva mentre L u i g i D i M a i o s t a a n c o r a p a r l a n d o a l l e commissioni Esteri di Camera e Senato cercando di tranquillizzare tutti: «Crediamo di p o t e r a v v i a r e a b r e v e i l n e g o z i a t o s u l Memorandum sui diritti dei migranti».
Ottimismo gelato dalla decisione dell’ Unhcr di sospendere tutte le operazioni nella struttura di Tripoli, sorta come centro di transito dei rifugiati tirati fuori dai centri di detenzione ma diventato, nelle ultime settimane, rifugio per
quasi un migliaio di migranti adesso disperati ai quali Unhcr sta distribuendo contanti e generi di prima necessità.
«Le Nazioni Unite spiega la portavoce Carlotta Sami hanno valutato che il sito di raccolta e partenza in cui operavamo dal dicembre 2018 potrebbe diventare un obiettivo m i l i t a r e . N o n a b b i a m o a l t r a s c e l t a c h e
sospendere le attività nella struttura. Una decisione molto sofferta ma inevitabile». Che fa deflagrare, altrettanto inevitabilmente, lo scontro nelle due anime della maggioranza di governo: con diversi esponenti del Pd che si
associano alla voce di Matteo Orfini nel chiedere al governo una «svolta radicale nella
politica sull’ immigrazione», partendo dall’ immediata modifica dei decreti sicurezza e dalla revoca del Memorandum ItaliaLibia. Richiesta reclamata a gran voce anche dalle Sardine che, su Facebook, lo bollano come «macchia unta della coscienza italiana». Protesta il mondo dell’ associazionismo ed Emergency, protestano Leu, i Verdi, i Radicali e + Europa che hanno organizzato un sitin davanti Montecitorio ( presente Emma Bonino) per
domenica, giorno in cui il Memorandum verrà tacitamente rinnovato, nel suo testo originario, per i
prossimi tre anni.
Perchè questa è la verità. «Il Memorandum non è uguale a quello del passato» dice ad Agorà il segretario del Pd Nicola Zingaretti, «il ministro Di Maio ha confermato che le modifiche possono essere concordate anche dopo il 2 febbraio» aggiungono i capigruppo Pd in commissione Esteri di Camera e Senato Alfieri e Quartapelle. Peccato che la trattativa con la Libia sulle modifiche richieste dall’ Italia comincerà quando il termine per una eventuale revoca dell’ accordo ( il 2 febbraio appunto) sarà già passato. E dunque sarà una non trattativa visto che, qualunque sarà l’ esito, l’ Italia dovrà comunque adempiere per i prossimi tre anni agli impegni assunti con il Memorandum nel suo testo originario.
Va dritto al punto la deputata Pd Giuditta Pini: «Chiedo al mio partito di non rendersi più complice di
tutto questo e di stracciare immediatamente quegli accordi vergognosi».
Insiste Matteo Orfini: «Continuiamo ad essere complici di una tragedia umanitaria senza fine: torture, stupri, omicidi, deportazioni. Sembra che non freghi niente a nessuno». Si appellano al governo gli europarlamentari Pd Pietro Bartolo e Pierfrancesco Majorino insieme alla appena eletta supervotata consigliera regionale dell’ Emilia Elly Schlein: «Ci si faccia carico di scelte più nette: serve una nuova legge quadro sull’ immigrazione, una nuova legge sulla cittadinanza, via i decreti sicurezza, il rilancio dell’ accoglienza diffusa. E l’ annullamento del memorandum».
Voci di dissenso delle quali i capi delegazione dei partiti di governo a confronto non potranno non tenere conto. Mentre oggi Viminale e Farnesina saranno oggetto di un mailbombing di protesta lanciato dalle 46 associazioni del cartello “Ioaccolgo”.
Il Commissariato per i Diritti umani: “La struttura può essere bersaglio militare È pericoloso restare” Il
ministro degli Esteri Luigi Di Maio.

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