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BOLOGNA
28 gennaio 2020

DI SILVIA BIGNAMI
Quelli del Pd non mi vedonomai arrivare». E lei se li è giocati tutti. EllySchlein, 34 anni di Lugano, aspirante regista,
e x l e a d e r d e i g i o v a n i d i O c c u p y P d , e xcivatiana oggi capolista della “Coraggiosa” lista
progressista ed ecologista benedetta daVasco Errani e Pierluigi Bersani conquista 15.975 preferenze a Bologna, 3.896 a ReggioEmilia, 2.227 a Ferrara. In totale sono 22.098.
Mai nessuno come lei. Di certo nessuno incasa Pd, nonostante il dispendio di energie e mezzi spesi dai capilista del primo partito inregione per conquistare una preferenza in più,solo per poi pesarla tra le correnti. I dem nemmeno vedono il pallone, mentre Schlein va in gol, catturando uno ad uno gli elettori«rimasti in questi anni senza casa». Come ci è riuscita?
La lista coraggiosa ha preso solo il3,77%. «Che non è poco, per una lista con un nuovo nome e un nuovo simbolo, che ha fatto campagna dal 6 al 24 gennaio. Abbiamo lavorato molto sul territorio, in realtà. Sono andata nelle mense operaie e nelle fabbriche.Ho fatto tre giri in ogni provincia, con una media di 5/6 iniziative al giorno.Ho girato molto più di Salvini, ma con la differenza che lui arriva, fa il suo comizio, fa i
selfie, e poi se ne va. Io arrivo col taccuino. Parlo con le persone, A Ravenna mi sono fermata coipescatori. Provo ad ascoltare».
Lei ha incontrato Salvini a San Giovanni in Persiceto, e lo ha interrogato sui trattati di Dublino. Il video in cui il Salvini non le risponde è diventato virale. L’ ha aiutata?
«Sì, quel video è stato visto da 4 milioni di persone. Lo abbiamo fatto per caso. Mi sono imbattuta in Salvini mentre stavo facendo una iniziativa con i giovani di Coraggiosa. E ho voluto provare per l’ ennesima volta a chiedergli come mai non avesse mai partecipato alle 22 riunioni sulla riforma del trattato di Dublino, che riguarda i flussi migratori
nel nostro Paese. Gli ho chiesto conto della sua ipocrisia. Del fatto di usare un problema senza provare a risolverlo. Lui ovviamente non ha risposto, ed è scappato. I social aiutano, certo. C’ è più della bolla virtuale nel
successo della Coraggiosa, però».
Che cosa?
«C’ è che non abbiamo fatto la sinistra da centro storico. Abbiamo messo insieme una lista di persone
credibili, competenti. Abbiamo lavorato con Fabrizio Barca sulla mobilità. A parte il mio risultato, in ogni
provincia ci sono persone di valore che hanno conquistato migliaia di voti. Abbiamo fatto una iniziativa
con il medico Pietro Bartolo, abbiamo affittato un cinema per proiettare il film di Andrea Segre. E poi
abbiamo girato tanto. Girare il territorio premia di più di Facebook».
Lei nel 2013 lanciò Occupy Pd, protesta dei giovani dem per quei 101 franchi tiratori che impedirono a
Romano Prodi di salire al Quirinale.
Si sente una “Sardina” ante litteram?
«Un po’ forse. Nel mondo delle sardine ci sono tante persone che come me sono rimaste senza una
“casa politica” in questi anni. È vero che ci sono delle similitudini tra quello che fu Occupy Pd, un
movimento per chiedere il rinnovamento del partito, e quello che sono oggi le sardine. Noi occupammo i
circoli dem, per chiedere di cambiare. Coniammo lo slogan “Siamo più di 101”. Ho ancora quella
maglietta…».
Poi però lasciò il Pd, insieme a Pippo Civati.
«Sì, lasciai il Pd insieme a Pippo, mentre ero al Parlamento Europeo ed entrai in Possibile. Ad aprile del
2019 però me ne sono andata anche da Possibile. L’ ho fatto perché non sopporto che la sinistra non
riesca a superare la sua frammentazione. Alle Europee 2019 non riuscimmo a creare una lista unitaria,
che tenesse insieme i temi sociali ed ecologisti. Così me ne sono andata. E ho inziato poi a lavorare con
Errani alla lista Coraggiosa, che ha proprio questa ambizione: tenere insieme i temi della sinistra
tradizionale e novecentesca, con un approccio nuovo ed ecologista, europeo».
Lei si ritrova insieme a Bersani, che guidava il Pd quando lei chiedeva il rinnovamento del
partito. Che effetto le fa?
«Ci ho pensato, e in realtà c’ è un percorso di crescita comune nel mettere insieme una cultura politica
come la mia e quella di persone come Errani o Bersani, da cui c’ è comunque sempre da imparare. La
politica è proprio questo. È contaminazione. Non chiusura dietro steccati ideologici».
Più eventi di Salvini, che arriva fa i comizi, i selfie e se ne va. Io resto. Gli ho chiesto perché non è
andato alle riunioni sui migranti ed è scappato f g LA PIù VOTATA elly schlein 34 anni e 22.098
preferenze.

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