Come si chiamano quelli che si fanno grossi sui più deboli?
Una misura vergognosa quella appena approvata dal Parlamento ungherese, che si pone in netto contrasto con la normativa internazionale. E, paradosso storico, il primo embrione di piano europeo di distribuzione dei rifugiati fu proprio a beneficio degli ungheresi.
Il 5 novembre del 1956 il Ministro dell’Interno austriaco mandò un telegramma alle Nazioni Unite, chiedendo solidarietà per l’accoglienza degli oltre 180’000 rifugiati ungheresi che si stavano spostando in Austria. Il 28 di novembre, solo venti giorni dopo, 9 Stati europei avevano già reinsediato 21’699 persone. Un mese dopo, il 31 dicembre dello stesso anno, 92’950 rifugiati ungheresi erano stati già ricollocati dall’Austria.
Giusto per fare le proporzioni, dei 160’000 ricollocamenti cui i 28 governi europei si sono impegnati nel settembre 2015, dopo un anno e mezzo ne sono stati ricollocati in altri Paesi d’Europa solo poco più di 12’000.
Errore imperdonabile, dimenticare la propria storia.
L’articolo di Left
L’Ungheria rinchiuderà i richiedenti asilo in container merci e filo spinato. Bambini compresi



