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Vanni Capoccia

31 gennaio 2020

Dopo il meritato successo personale ottenuto con una marea di preferenze alle elezioni regionali in Emilia Romagna in Italia si sono accorti di Elly Schlein.
Ma lei non è piovuta dal cielo come un angelo annunciante. Il suo è un impegno che viene da lontano quando con “Occupy Pd” difese la dignità del Pd e di Romano Prodi calpestata dai 101 che li accoltellarono alle spalle. È andata negli Stati Uniti a fare la volontaria per la campagna elettorale di Obama. Ha militato in Possibile di Civati.

Soprattutto è stata deputata per 5 anni al Parlamento Europeo. Frequentando l’Aula impegnandosi attivamente per i diritti di chi non li ha, per ridurre le disuguaglianze, per porre a tutta l’Europa il problema dei migranti, per l’ambiente. Impegno politico che ha proseguito nella campagna elettorale emiliano-romagnolo battendo il territorio palmo a palmo.

Un’attività quotidiana sulla quale Elly Schlein ha costantemente informato. Se ora in Italia ci meravigliamo del suo successo è specchio della pigrizia del nostro giornalismo che per un po’ di audience e lettori in più preferisce correre dietro alle mangiate e ai rutti postprandiali di Salvini. Consapevoli, evidentemente, che se gli fai una domanda vera come ha fatto Schlein incontrandolo durante la campagna elettorale il capo della Lega non sa cosa rispondere e taglia la corda.

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