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Interventi in plenaria sul G20 e il Summit su rifugiati e migranti.

 

Ieri sono intervenuta due volte in plenaria sui temi dell’immigrazione e dell’accoglienza.

Nel prossimo Summit Onu di New York, a cui parteciperò la prossima settimana, sarà importante provare a trasformare le promesse, gli auspici e i tanti appelli vuoti in impegni concreti. Le conclusioni del G20, che dedicano un solo paragrafo su quarantotto al tema dell’immigrazione, sembrano, infatti, solo una presa d’atto dello status quo. E’ preoccupante, considerando il fallimento del piano di relocation previsto dall’Unione Europea un anno fa  e, sul piano globale,  il mancato impegno del 10% dei Paesi ricchi ad accogliere i rifugiati, come richiesto dallo stesso Segretario Generale ONU Ban Ki Moon.  D’altronde solo 27 Stati nel mondo hanno programmi regolari di reinsediamento, di cui solo 9 appartengono al G20.

Di fronte alla mancata volontà politica di molti, troppi governi nazionali di condividere la responsabilità e il dovere dell’accoglienza, che ha spinto alla decisione di rinviare al 2018 l’adozione dei due Global Compact, il rischio è che il Summit sia un’ulteriore occasione mancata per rispondere alle sfide globali a cui siamo chiamati a rispondere con urgenza.

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